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Furto in casa mentre il proprietario dorme: condanna più severa per il ladro.

Riconosciuta la minorata difesa della vittima

Furto in casa mentre il proprietario dorme: condanna più severa per il ladro.

Condanna più severa per l’uomo che ha preso di mira diversi appartamenti. Respinta la tesi difensiva, mirata a ridimensionare l’orario notturno in cui il ladro ha agito per entrare in case di privati cittadini e portar via beni, denaro e oggetti preziosi. Per i magistrati è sacrosanto il riconoscimento dell’aggravante della minorata difesa della vittima, poiché l’azione delittuosa è avvenuta in un momento in cui la persona offesa era ritirata in casa, intenta a dormire, così da non avere avuto modo di neutralizzare la condizione di non attenzione in cui si trovava necessariamente. A sostegno di questa valutazione, poi, anche il richiamo al principio secondo cui le circostanze di tempo, di luogo o di persona, di cui il malvivente ha approfittato in modo tale da ostacolare la difesa della vittima, devono essere accertate alla stregua di concreti e concludenti elementi di fatto atti a dimostrare la particolare situazione di vulnerabilità in cui versava la vittima. (Sentenza 23284 del 26 maggio 2023 della Cassazione)

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