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Immobili e auto inchiodano il professionista

Legittimo l’accertamento fiscale. Decisiva la sproporzione tra le spese sostenute dal professionista e il reddito da lui dichiarato

Immobili e auto inchiodano il professionista

Legittimo l’accertamento fiscale a carico del professionista che si segnala per acquisti immobiliari e per l’avere comprato una vettura nuova, pur avendo dichiarato ufficialmente un reddito annuo di poco superiore ai 21.000 euro. A inchiodare un odontoiatra, nella vicenda presa in esame dai giudici, è la rilevanza delle spese da lui effettuate nel corso di un solo anno: nello specifico, l’elenco comprende una nuova autovettura pagata oltre 37.000 euro, una unità immobiliare pagata 46.000 euro e tre ulteriori unità immobiliare, che hanno comportato un esborso di 80.000 euro. Evidente la contraddizione tra la spesa complessiva sostenuta dal contribuente, pari a 163.000 euro, e il reddito annuo da lui dichiarato, di poco superiore ai 21.000 euro. In sostanza, il contribuente ha tenuto, osservano i giudici condividendo la visione tracciata dall’Agenzia delle Entrate, un tenore di vita incompatibile col reddito da lui dichiarato, avendo egli usufruito di beni e servizi e sostenuto impegni di spesa in contrasto con quel medesimo reddito. (Ordinanza 30901 del 19 ottobre 2022 della Corte di Cassazione)

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