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Marciapiede sconnesso e bimbo finito a terra: colpevole il nonno

Salvo il Comune, a cui non è addebitabile alcuna responsabilità per l’episodio, frutto solo della disattenzione dell’adulto nella sorveglianza sul minorenne

Marciapiede sconnesso e bimbo finito a terra: colpevole il nonno

Marciapiede sconnesso, il bambino corre e finisce per cadere: colpevole il nonno a cui era stato affidato Respinta la richiesta risarcitoria avanzata nei confronti del Comune. Per i giudici è la scarsa sorveglianza prestata dall’adulto al bambino a consentire di escludere ogni possibile responsabilità dell’ente locale, chiamato in causa per la scarsa manutenzione del marciapiede presente lungo una via del paese. Colpevole il nonno, quindi, a chiusura del contenzioso, se il nipotino comincia a correre e finisce per cadere a causa delle condizioni dissestate del marciapiede. I magistrati sottolineano che la caduta avvenne intorno alle ore 20.30 di una serata di luglio e, osservano, può ritenersi nozione di comune esperienza che nel mese di luglio vi sia a quell’ora una piena visibilità, tanto più rilevante in considerazione della notorietà dei luoghi. In questo quadro, poi, la circostanza secondo cui il bambino stava correndo è solo di contorno, precisano i giudici, poiché la sua caduta è da ricondurre ad un’omessa vigilanza da parte del nonno, che era tenuto alla custodia del nipote. Evidente, quindi, l’interruzione del nesso di causalità tra la cosa – il marciapiede – e il danno – il capitombolo del bambino –, e ciò consente di escludere ogni possibile responsabilità del Comune. (Ordinanza 33390 dell’11 novembre 2022 della Corte di Cassazione)

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