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Unità immobiliari senza contatore dell’acqua: consumi idrici ripartibili in base alle quote millesimali

Irragionevole, invece, il riferimento a un diverso criterio di riparto per persona, cioè in base al numero di soggetti che abitano stabilmente nell’unità immobiliare

Unità immobiliari senza contatore dell’acqua: consumi idrici ripartibili in base alle quote millesimali

A fronte di numerose unità immobiliari prive di contatore dell’acqua, è legittima la delibera assembleare con cui il condominio stabilisce la ripartizione delle spese dei consumi idrici per quote millesimali. I giudici considerano il riferimento ai valori millesimali delle singole proprietà immobiliare l’unico criterio praticabile per la ripartizione dei costi relativi ai consumi idrici, e ciò proprio alla luce della accertata presenza nello stabile di numerose unità immobiliari abusivamente realizzate prive di contatori. In sostanza, se, come nel caso preso in esame dai giudici, mancano i contatori, allora si può e si deve utilizzare il criterio di divisione dei costi dei consumi in base ai valori millesimali delle singole proprietà immobiliari. In questo quadro, però, viene precisato che è irragionevole il riferimento a un diverso criterio di riparto per persona, cioè in base al numero di soggetti che abitano stabilmente nell’unità immobiliare, così come non è legittimo imporre agli studi professionali o alle sedi di attività commerciali di pagare il servizio di acqua potabile comune in misura superiore a quanto previsto per le unità immobiliari abitative. (Sentenza del 10 febbraio 2023 della Corte d’appello di Roma)

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